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ACCORDO INTERCONFEDERALE APPRENDISTATO ARTT. 43-45 D.LGS.81/2015

Accordo Interconfederale su Apprendistato di I e III livello

APPRENDISTATO: INTESA STATO-REGIONI DEL 1° OTTOBRE 2015

Il primo ottobre 2015 la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera definitivo allo schema sull'apprendistato fissato nel decreto legislativo n.81 del 15 giugno 2015. L'intesa riconosce dunque gli standard formativi ed i diritti degli studenti-apprendisti sanciti dal Jobs Act in materia di alternanza scuola-lavoro.

Due le tipologie di apprendistato individuate:
1) l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
2) l’apprendistato di alta formazione e di ricerca.

Per l'attivazione del contratto di apprendistato è necessario che istituzione formativa e datore di lavoro sottoscrivano un protocollo in base al documento allegato al decreto. Per il datore di lavoro sono stabiliti precisi requisiti formativo-organizzativi ma anche tecnico-strutturali. Con il nuovo contratto di apprendistato formativo, lo studente-apprendista ha diritto a un piano individuale in cui viene specificato il programma di studio e di lavoro. La durata del contratto può andare dai 6 mesi ai 4 anni a seconda del titolo da conseguire. In alcuni casi specifici è possibile la proroga di un anno (in forma scritta e previo aggiornamento del piano individuale). La parte didattica è articolata in ore di formazione intenrna ed esterna, che saranno oggetto di valutazione finale. Il decreto sancisce, infine, diritti/doveri degli apprendisti e definisce ruolo e funzione del tutor. 

In allegato l'intesa Stato-Regioni 1° ottobre 2015.

CONTRATTO DI APPRENDISTATO DOPO IL JOBS ACT

La disciplina dell’apprendistato è stata modificata dall’entrata in vigore del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81 recante Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183. La principale novità introdotta dal cosiddetto Jobs Act è la totale abrogazione (fatta salva la disciplina transitoria) del Testo Unico del 2011 (D.Lgs. 167/2011). La materia è ora trattata nel Capo V del D.Lgs. 81/2015.

La definizione di apprendistato è data dall’art.41, che conferma questa disciplina contrattuale come “contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione”.

Con il D. Lgs. 81/2015 si ribadisce l’apprendistato come contratto a tempo indeterminato nelle tre tipologie già esistenti: apprendistato professionalizzante, Apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione tecnica superiore, Apprendistato di alta formazione e ricerca.

Il contratto va stipulato in forma scritta (necessaria per dimostrarne l'esistenza in un eventuale giudizio), deve avere una durata minima di 6 mesi e deve contenere il Piano formativo individuale, che può essere predisposto sulla base di moduli e formulari predisposti dagli Enti bilaterali, dalla contrattazione collettiva o dall'istituzione formativa di provenienza dello studente.

Le tipologie di apprendistato previste dal Decreto sono le seguenti:

a) Apprendistato professionalizzante (da 18 a 29 anni)
E' sancito un vincolo sulle nuove assunzioni: salvo diverse previsioni della contrattazione collettiva,  è necessario che le imprese con più di 50 dipendenti abbiano stabilizzato nei 36 mesi precedenti almeno il 20% degli apprendisti dipendenti, prima di poter assumere altri giovani con contratto di apprendistato professionalizzante (non sono calcolati i contratti cessati durante il periodo di prova o i licenziamenti e le dimissioni per giusta causa). In caso di mancato rispetto delle percentuali, può essere assunto un solo apprendista con contratto professionalizzante. I contratti in eccesso vengono valutati in automatico come contratti a tempo indeterminato. E' sempre vietato l'uso del contratto di apprendistato a tempo determinato in caso di somministrazione. La formazione professionalizzante si realizza sotto la responsabilità dell'impresa, integrata dall'offerta formativa pubblica (interna o esterna all'azienda) per un monte ore triennale complessivo di 120 ore.
b) Apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione tecnica superiore (da 15 anni al compimento dei 25). Può essere utilizzato per gli studenti del quarto e quinto anno degli istituti tecnici e professionali ma anche per gli allievi iscritti al secondo anno dei corsi di istruzione secondaria superiore (si tratta della cosiddetta alternanza scuola-lavoro)
c) Apprendistato di alta formazione e ricerca (da 18 a 29 anni)
E' utilizzabile per i giovani in possesso di diploma superiore, al fine di ottenere titoli di studio universitari e di alta formazione (master, lauree triennali e specialistiche, dottorati di ricerca) e ai praticanti per l'accesso alle professioni ordinistiche.

Apprendistato di tipo b e c (principi comuni)
Per l’attivazione del contratto le imprese sottoscrivono convenzioni ad hoc con le scuole e gli istituti professionali. Nelle convenzioni sono espressi contenuti e durata dell'obbligo formativo in capo all'azienda. Nel caso dell'apprendistato di alta formazione e ricerca, la convenzione stabilisce i crediti formativi riconoscibili ad ogni studente (fino ad un massimo di 60). Gli standard formativi minimi sono stabiliti dalle Regioni.
La  formazione esterna all'azienda si svolge nell'istituto/scuola cui è iscritto l'apprendista e non può andar oltre il 60% dell'orario contrattuale per il secondo anno e il 50% per gli anni successivi.
La formazione esterna non è più retribuita mentre per quella interna viene riconosciuto il 10% della retribuzione normalmente dovuta (salvo diversa previsione della contrattazione collettiva). In passato spettava all'impresa l'obbligo di una retribuzione pari ad almeno il 35% del monte ore complessivo di formazione.

Il libretto formativo del cittadino
La formazione deve essere registrata sul libretto formativo del cittadino:
a) dall'azienda per l’apprendistato professionalizzante
b) dalla scuola o dall'istituto professionale  per l’apprendistato per la qualifica, il diploma e la specializzazione tecnica superiore, e per l’apprendistato di alta formazione e ricerca
Recependo l’intesa raggiunta in Conferenza Stato/Regioni (22 gennaio 2015) il Governo ha emanato il Decreto che riconosce e rende spendibili a livello nazionale le qualifiche ottenute in sede regionale.

Cassa Integrazione
Con il D.Lgs. approvato l'11 giugno la Cassa integrazione viene prevista anche per gli apprendisti (finora esclusi).

Lavoratori in mobilità o in stato di disoccupazione
Il Decreto prevede un’ulteriore agevolazione per le imprese che si aggiunge agli sgravi contributivi della Legge di Stabilità e alle norme sui licenziamenti, sul demansionamento e sul controllo a distanza dei lavoratori introdotte con il Jobs Act. Si prevede che le aziende possano assumere con contratto di apprendistato, in deroga ai limiti di età, i lavoratori in mobilità o che percepiscono l'indennità di disoccupazione.

In conclusione, con la nuova normativa vengono confermati i principali dettami della precedente ma con sostanziali novità:
• viene tolto il divieto, per le parti, di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di giusta causa o giustificato motivo oggettivo (nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, rappresenta giustificato motivo di licenziamento il mancato raggiungimento degli obiettivi formativi come attestato dall'istituzione formativa);
• nell’apprendistato professionalizzante è possibile assumere senza limiti di età, lavoratori che usufruiscono di indennità di mobilità o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all'articolo 42, comma 4, le norme in materia di licenziamenti individuali, nonché, per i lavoratori beneficiari di indennità di mobilità, il regime contributivo agevolato;
• nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore, la novità principale è che per le ore di formazione svolte nella istituzione formativa il datore di lavoro è dispensato da ogni obbligo retributivo. Per le ore di formazione a carico del datore di lavoro è riconosciuta al lavoratore una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta. Sono fatte salve le diverse previsioni dei contratti collettivi. Successivamente a tale tipo di apprendistato si potrà sottoscrivere un nuovo contratto di tipologia professionalizzante. Per l’apprendistato di alta formazione la novità interessante è anche qui riferita alle ore di formazione: niente obbligo retributivo per il datore di lavoro per le ore svolte nella istituzione formativa e per le ore di formazione riconoscimento al lavoratore di una retribuzione pari al 10% di quella che gli sarebbe dovuta, salvi contratti collettivi.
• per gli standard professionali e formativi e la certificazione delle competenze, la nuova normativa stabilisce l’emanazione di un decreto interministeriale per la loro definizione. La registrazione sul libretto formativo spetta a coloro che hanno fornito la formazione durante il contratto.

DECRETO LEGGE N.76 DEL 28 GIUGNO 2013
Decreto Legge n.76/2013-Misure straordinarie per la promozione dell'occupazione, in particolare giovanile, e della coesione sociale
ENDO-FAP. ACCORDO INTERCONFEDERALE APPRENDISTATO ARTT.43-45 D.LGS.81/2015

Accordo Interconfederale del 18 maggio 2016 su Apprendistato di primo e terzo livello - Sintesi a cura di ENDO-FAP Nazionale

EUROPA, EDUCATION AND TRAINING MONITOR 2013
IL NUOVO APPRENDISTATO EX D.LGS.176/2011

L’apprendistato è un contratto di lavoro mirato alla formazione e alla occupazione dei giovani. Il contratto di apprendistato è un contratto a contenuto formativo a causa mista.
Esso si caratterizza per il fatto che l’impresa, accanto al normale rapporto di lavoro, deve garantire all'apprendista la realizzazione della formazione professionale. Ciò si traduce nell’obbligo per le aziende di assicurare agli apprendisti la formazione necessaria per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui sono stati assunti.
L’apprendistato è un rapporto di lavoro che sostiene l’inserimento dei giovani nel mondo lavorativo, dotando loro la possibilità di acquisire professionalità specifiche.

Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale
Finalità

L’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale consente di acquisire una qualifica professionale triennale, valida anche ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione, o un diploma professionale. Le figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali conseguibili attraverso l’apprendistato sono quelle stabilite nell’Accordo in Conferenza Stato Regioni del 27 luglio 2011, ossia 21 figure di operatori (qualifica triennale) e 21 figure di tecnici (diploma quadriennale).
Età
Il contratto è destinato ai giovani tra i 15 e i 25 anni di età.
Durata
La durata dei contratti dipende dalla qualifica o dal diploma da conseguire: non superiore ai 3 anni per la qualifica; non superiore ai 4 anni per il diploma quadriennale regionale.
Formazione
Sono le  Regioni  a: specificare diplomi e qualifiche da attuare nel proprio territorio (tra quelle definite nell’Accordo), definire il relativo monte ore di formazione e rinviare alla contrattazione collettiva l’enunciazione dell’ulteriore quota “aziendale” di formazione e delle relative modalità di attuazione.

Apprendistato professionalizzante o contratti di mestiere
Finalità
L’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere è finalizzato al conseguimento di una qualificazione professionale.
Età
Il contratto è rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni; per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, esso può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.
Durata
La durata dei contratti è di massimo tre anni, elevabile a cinque anni per particolari professionalità del settore artigianato.
Formazione
La formazione viene articolata in due ambiti: quella di base e trasversale pari a 120 ore sul triennio viene erogata a cura delle Regioni, mentre quella professionalizzante viene erogata sotto la diretta responsabilità dell’impresa sulla base di quanto stabilito dalla contrattazione collettiva.

Apprendistato di alta formazione e di ricerca
Finalità
Grazie all’apprendistato di alta formazione e ricerca è possibile acquisire titoli di secondo e terzo livello (diploma di istruzione secondaria superiore; titoli per la specializzazione tecnica superiore; titoli di studio universitari compresi i dottorati di ricerca) e svolgere attività di ricerca e di praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche o esperienze professionali.
Età
Il contratto è destinato ai giovani tra i 18 e i 29 anni; per i soggetti in possesso di una qualifica professionale il contratto può essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.
Durata
La durata dei contratti viene stabilita dalle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative.
Formazione
La formazione è affidata alle Regioni in accordo con le parti sociali e le istituzioni formative. In assenza di regolamentazione regionale sono possibili intese ad hoc tra enti di formazione e imprese.

Per conoscere la normativa, consultare il documento allegato.

ISFOL, IL TUTOR AZIENDALE PER L'APPRENDISTATO: MANUALE PER LA FORMAZIONE

A due anni dall'entrata in vigore della normativa sul nuovo apprendistato, appare utile conoscere nel dettaglio gli strumenti ed i ruoli degli attori coinvolti. Nel seguente volume "Il tutor aziendale per l’apprendistato: Manuale per la formazione", elaborato dall'Isfol e pubblicato nella collana I libri del Fondo Sociale Europeo, si intende fornire un percorso di formazione rivolto a questa figura basilare per l'inserimento dell'apprendista all'interno dell'impresa. Il percorso di formazione proposto nel testo è strutturato in Moduli, ciascuno corredato da Strumenti, identificabili per contenuti e obiettivi.

Consultare il documento allegato.

ISFOL, XIII RAPPORTO SU APPRENDISTATO

A poco più di un anno di distanza dall’entrata in vigore del Testo Unico dell’Apprendistato Isfol e Inps, su incarico del ministero del Lavoro, hanno presentato l’analisi del quadro normativo e attuativo del contratto di apprendistato.

Per approfondire, consultare il documento allegato.

ISFOL, XIV RAPPORTO SU APPRENDISTATO
Il XIV Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato prosegue l’attività, avviata lo scorso anno, di analisi sull’avanzamento della regolamentazione e dell’attuazione del Testo Unico dell’Apprendistato (d.lgs. 167/2011), tenendo conto anche delle iniziative adottate nel 2013, a livello comunitario e nazionale, per promuovere la diffusione del contratto di apprendistato. Il Rapporto, inoltre, analizza i dati sull'evoluzione dell'occupazione in apprendistato nel periodo 2010-2012 ed esamina il sistema pubblico di formazione in apprendistato, presentando i dati sugli interventi per gli apprendisti e per i tutor aziendali organizzati nel 2012, considerando le risorse impegnate e spese.
ISFOL, XV RAPPORTO SU APPRENDISTATO
Isfol, in collaborazione con l’INPS per conto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, pubblica il XV Rapporto annuale di monitoraggio sull’apprendistato.
ISFOL, XVI RAPPORTO SU APPRENDISTATO
Il rapporto ISFOL ricostruisce il quadro dell'andamento dell'occupazione in apprendistato avvalendosi dei dati amministrativi INPS e presenta dati aggiornati per le annualità 2014/2015.
LINEE GUIDA APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE
«Linee guida per la disciplina per il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere» approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 20 febbraio 2014.
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